Archivio di ottobre 2009

 Qualche giorno fa ho scritto un articolo in cui accennavo a un nuovo progetto musicale.

Come spesso capita a chi è corto di idee e di ispirazioni, ho deciso di staccare per un po’ la spina per trovare la giusta concentrazione.

Così lo scorso week-end ho lasciato la capitale per tornarmene a Sarno.

La prima cosa che ho fatto, è stata quella di mettermi al pianoforte per trovare qualche motivo musicale adatto a questo progetto.

Fortunatamente le idee non sono mancate, anzi, sono riuscita a tirare fuori diverse sonorità molto carine.

Peccato che gli anni passino anche per gli strumenti musicali. Infatti il mio pianoforte oramai sta diventando vecchio e comincia a perdere quel suono bello e pulito di una volta.

Premetto che ho due pianoforti verticali di ottima qualità ( un kaway ereditato da mio nonno e che non uso e un yamaha ) e fino a qualche anno fa non mi davano nessun tipo di problema.

E’ da un po’ di tempo pero’ che il mio Yamaha non suona più come una volta. So perfettamente che andrebbe accordato, ma come faccio se studio e vivo a Roma?

Volendo ci sarebbe una soluzione adatta alla mia situazione. L’idea sarebbe quella di comprare un pianoforte elettrico.

Su Internet ho dato un’occhiata ai vari modelli messi a disposizione. Tra tutti ho scelto questo che vedi in foto.

E’ un pianoforte digitale GEM Genesys Ensemble. Ha una tastiera di 88 tasti pesati con diversi tipi di sonorità (circa 256 sound presets) e tantissime altre funzioni.

So benissimo che non ha nulla a che fare con un vero e proprio pianoforte classico, ma valutando le mie esigenze trovo sia molto adatto.

Oltre ad avere il piano classico, avrei a mia disposizione una vasta gamma di suoni, potrei suonare perfino di notte senza dare fastidio al vicinato e soprattutto non avrei più la seccatura di farlo accordare ogni volta che occorre.

Lucia

 

E’ possibile parlare di Rock e droga come due elementi inseparabili?

Qualche giorno fa ho iniziato a leggere “La dodicesima notte” di William Shakespeare.

Leggendo l’opera mi sono soffermata in modo particolare sull’incipit, dove viene riportata questa frase:

If music be the food of love, play on

Give me excess of it, that, surfeiting,

the appetite may sicken, and so die”.

Con questa citazione è facile intuire come la musica abbia un effetto piacevole e benefico sulle persone.

Non a caso molti la definiscono “La Medicina dell’Anima“.

Da quest’ultima frase ho cominciato successivamente a riflettere su una seconda domanda alla quale ancora oggi faccio fatica a rispondere e che riguarda la stragrande maggioranza dei cantanti e musicisti: Se la musica è la medicina dell’anima, perché allora molti di loro fanno un uso sregolato di sostanze stupefacenti?

Non basta il semplice e soprattutto innocuo rimedio citato prima da Shakespeare? A quanto pare no.

Purtroppo dagli anni 60 ad oggi, il panorama musicale è stato costellato da tante stelle della musica divenute troppo presto “stelle cadenti” a causa della droga.

Spesso ripenso ai tanti miti che se ne sono andati troppo presto (uno su tutti il mitico Morrison) e con tanta tristezza e penso:

Chissà quante altre emozioni avrebbero continuato a regalarci se solo non avessero scelto la medicina sbagliata!

Quanti musicisti, i cosiddetti “artisti maledetti” hanno fatto un uso sproposito, per non dire un abuso della musica, associandola molto spesso alla droga? Direi tantissimi.

Quante volte avrai sentito la frase “Sesso, droga e rock’n'roll“?

Tantissime volte, c’è sempre questo accostamento tra rock e droga.

Potrei fare una marea di nomi, da Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin e tantissimi altri ancora.

Messaggi negativi riguardo all’uso di sostanze stupefacenti si ritrovano in molti testi dove la droga viene quasi “osannata”da chi la canta e la usa in prima persona.

Fanno rabbrividire i loro testi, che incoraggiano in tutti i modi a fare uso di sostanze pericolose. Potrei dire che circa il 90% delle canzoni che parlano di droga sono favorevoli all’uso eccessivo di tali sostanze.

Personalmente non ho mai avuto la necessità di fare uso di droghe per sentirmi inserita nel contesto sociale, tantomeno per fare musica.

Con ciò non voglio puntare il dito contro nessuno, però penso che per stare bene non occorre buttare la propria vita per un qualcosa che vale meno di zero.

Il binomio rock e droga, va cancellato definitivamente. Non occorre drogarsi per creare musica! 

Se proprio ho voglia di viaggiare con la mente e staccarmi completamente da qualsiasi cosa, dai problemi di ogni giorno o semplicemente per ritrovare il mio equilibrio interiore, mi basta solamente ascoltare tanta buona musica.

Lucia

canzoni-inedite

Stasera ho le prove con i Symposius. Insieme stiamo lavorando su altre canzoni inedite.

Le ultime volte che ci siamo visti in sala prove abbiamo inciso alcuni brani.

Ma questa sera parlerò con i ragazzi di un nuovo progetto dove sono stata coinvolta come testimonial e che vorrei portare a termine nel migliore dei modi.

Dovrà riguardare i sogni, non solo miei o del gruppo, ma di tutti.

Credo che ognuno di noi ogni tanto fantastichi sui propri sogni, con la speranza che un giorno si possano avverare. Ma sognarli soltanto non basta. Stavolta mi piacerebbe raccontarli attraverso una nuova canzone.

 Lucia

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