Archivio di marzo 2010

Per quale motivo noi musicisti non veniamo mai pagati per fare musica dal vivo?

In molti locali i musicisti non vengono retribuiti dai proprietari dei locali. Molto spesso mi trovo ad affrontare questo argomento con diverse persone che suonano o cantano dal vivo in diversi locali romani.

Anche nei vari social network si è diffuso questo malcontento; su Facebook ci sono migliaia di musicisti che manifestano la propria rabbia nei confronti di chi li sfrutta con la scusa di dar loro visibilità.

Oltre a non pagare, pretendono addirittura che sia il musicista stesso a pubblicizzare l’evento, sperando inoltre di ritrovarsi il locale pieno di gente. Raramente capita di ricevere compensi economici, che purtroppo non vanno oltre 30 euro (salvo rarissime eccezioni).

A causa di questo sistema, molti gruppi emergenti si ritrovano a provare diversi brani nei garage o nelle sale prove a pagamento, consapevoli che le probabilità di suonare davanti a un pubblico sono a dir poco scarse.

Vale davvero la pena accettare queste condizioni di lavoro?

Ma non sarebbe meglio, a questo punto, rifiutare tutte le offerte e portare i gestori dei locali a scegliere altri generi di intrattenimento, come il karaoke?

Nella vita c’è chi prende schiaffi e chi li dà! Tu da quale parte stai?

Lucia

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A tutte le persone che mi hanno lasciato l’amaro in bocca.

Ai ricordi brutti che si sono presi fin troppe lacrime.

Ai tanti infami che cercano sempre di intralciarmi la strada.

Ai parassiti e tutte quelle persone mediocri che sfruttano gli uomini di valore.

A chi vuole spezzare le ali ai miei sogni.

A chi maltratta i più deboli.

Agli speculatori che sfruttano il lavoro, il sudore, la fatica altrui.

Agli ignoranti, ipocriti, bugiardi e invidiosi che godono delle disgrazie degli altri.

A chi ha riso alle mie spalle e mi ha pugnalata al cuore quando ho toccato il fondo.

Al destino beffardo, alle scelte sbagliate per causa di persone meschine.

A chi punta il dito contro gli altri pur avendo la coscienza sporca.

A chi sa che nella vita non potrà mai essere come te.

Ora mi sento meglio.

Lucia

8 marzo

Non voglio peccare di presunzione tanto meno suscitare polemiche, credo però che la maggior parte delle donne ignori o peggio ancora non conosca minimamente il vero significato di questo giorno.

In che modo si festeggia l’8 marzo?

Dagli inviti arrivati sul mio profilo di Facebook, sembrerebbe che i festeggiamenti si concentrino in feste a base di streep tease eseguiti da bellocci tutti unti per la gioia di ragazze o donne più o meno giovani.

Fortunatamente esistono anche molte donne che amano passare insieme la serata davanti a una pizza o in un pub carino.

Perchè si festeggia l’8 marzo?

Per chi non lo sapesse, l’8 marzo è una giornata che va ricordata per onorare 129 operaie di un’industria tessile, morte durante un incendio divampato all’interno dello stabile dove in quel momento scioperavano per manifestare i loro diritti di lavoratrivi.

Tutto questo è avvenuto nel 1908 a New York.

La commemorazione, nata logicamente in America, è stata in seguito utilizzata in tutto il mondo per ricordare la lotta internazionale a favore dei diritti delle donne.

La mimosa invece, è un simbolo legato alla festa della donna risalente al 1946, quando a Roma alcune donne si misero alla ricerca di un fiore economico da utilizzare durante le manifestazioni.

Spero che queste piccole informazioni facciano riflettere tutte noi sui veri valori di questi giorni, ricordandoci soprattutto che siamo donne 365 giorni l’anno.

Lucia Palumbo

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