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Domenica mattina, alle cinque, mi aspetta un viaggio in auto abbastanza lungo, ma al tempo stesso piacevole in quanto, per abitudine, la musica non manca mai.

Non sempre ascolto gli stessi brani, e tanto meno non ho cantanti preferitii.

A seconda del mio stato d’animo, della meta e della compagnia, tendo a cambiare genere con molta frequenza.

Da quando vivo a Roma ho iniziato a valutare ciò che le persone ascoltano mentre sono alla guida della propria auto.

La maggior parte dei giovani tende ad ascoltare musica house ad alto volume, come se volessero attirare l’attenzione degli altri automobilisti.

Spesso e volentieri capita anche di sentire artisti di rilievo, come Renato Zero, Claudio Baglioni, Antonello Venditti, che qui a Roma giustamente sono tra i più ascoltati.

Spostandomi nelle periferie romane, con mio stupore mi accorgo che sono molto ascoltati brani neomelodici di molti artisti napoletani, come Gigi D’Alessio, Gigi Finizio, Sal Da Vinci, e altri ancora non del tutto famosi.

Frequentando invece il cuore di Roma, ho iniziato ad ascoltare i famosi stornelli, arrivando a conoscere artisti come Lando Fiorini, il maestro Alberto Laurenti, Fabrizio Amici e molti altri che purtroppo non ci sono più, come Claudio Villa, Alvaro Amici e Gabriella Ferri.

Noto con piacere che ci sono molti giovani romani che iniziano ad avvicinarsi e ad apprezzare la vera musica romana.

E’ bello vedere come la gente tende a mantenere vive le proprie radici.

Ritornando al viaggio che affronterò domenica, sicuramente tra i miei Cd non mancheranno i brani anni ’80, come i Toto, Roxette, Queen, Super Tramp, Duran Duran, Pink Floyd e gli Spandau Ballet che a quanto pare si sono riuniti.

E tu, di solito, cosa ascolti in auto?

Lucia

Tempo fa ho pubblicato un articolo dove affrontavo il problema della pirateria musicale.

Avevo detto che la pirateria era un fenomeno che si era venuto a creare a causa dell’elevato costo dei CD musicali.

Affrontare questa crisi significherebbe cambiare radicalmente tutto il sistema produttivo, cosa che a quanto pare sembrerebbe impossibile.

L’argomento in questione è stato trattato da David Gahan, leader dei Depeche Mode. Secondo David il vero introito di una band ormai storica come la sua, proviene solamente dai concerti.

A quanto pare la gente è più predisposta a spendere soldi per una serata live piuttosto che per un CD.

Ma David tocca però un tasto molto delicato, cioè quello del consumismo.

In una sua intervista afferma che la gente non acquista CD a causa dell’elevato costo, però non si negano un caffè da cinque sterline da Starbucks.

Quello che afferma David non è affatto sbagliato. Per esempio in Italia, nonostante la crisi, la gente non rinuncia a spese inutili.

Ad esempio, durante la settimana i ristoranti sono sempre strapieni di gente, i centri commerciali non sono mai vuoti, praticamente non si rinuncia a nulla.

Un CD, attualmente può costare dai quindici ai trenta euro. Non è una spesa esorbitante, tanto meno inutile, visto che dà la possibilità di poterlo utilizzare infinite volte.

Eppure la gente si lamenta tantissimo, favorendo la pirateria on line.

Premetto che sono contraria alla pirateria on line, forse sarebbe anche giusto abbassare i costi dei CD, ma sicuramente acquistarne uno ogni tanto, non sarebbe una spesa che andrebbe ad aggravare sul bilancio familiare.

Personalmente preferisco rinunciare ad una serata al ristorante per comprare un CD.

Il discorso, comunque, ruota sempre attorno alle abitudini personali di ognuno di noi.

E tu cosa ne pensi?

Lucia


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