Sono sempre stata convinta del carisma particolare con cui la musica riesce a toccare l’animo delle persone e parlare al cuore di tutti attraverso un linguaggio universale.

Ma la musica è anche la via d’accesso alla spiritualità, alla riflessione su tematiche profonde come la fede e sul mistero dell’unione che unisce ciò che divide.

Ciò avviene non solo attraverso generi musicali standard, come il gospel, ma anche attraverso brani pop che, seppur “leggeri”, toccano temi molto importanti.

Da sempre il tema della spiritualità è stato preso in considerazione da molti artisti. Ognuno di loro racconta il proprio modo di vivere la fede.

Sono molti, dunque, gli artisti che attraverso le canzoni, raccontano la spiritualità e il rapporto con Dio.

Perfino un duro come Vasco Rossi ha scritto “Gli angeli” canzone con cui esterna profonde riflessioni religiose, risultando meno aggressivo e “crudele” di come fu agli esordi con il brano “Portatemi Dio“.

Anche Renato Zero si è ispirato tante volte al soprannaturale attraverso brani mistici come “Ave Maria“, portato al successo a Sanremo del ’93, “Il cielo” e “Più su“.

La necessità di recuperare una dimensione spirituale è stata un’esigenza anche per Biagio Antonacci col brano Non so a chi credere e Luciano Ligabue, dove nel brano “Hai un momento, Dio?” immagina un dialogo personale con Dio, manifestando la necessità di trovare una risposta ai tanti perché della vita.

Sono canzoni che lanciano un messaggio positivo soprattutto ai giovani che purtroppo durante la quotidianità, si sentono lontani da Dio.

Anche Guccini col brano “Dio è morto” lancia un forte messaggio che va al di là di qualsiasi riferimento blasfemo nei confronti del Creatore.

Lo stesso brano fu portato al successo anche dai Nomadi i quali proposero le stesse riflessioni nel brano “Io vagabondo“.

Di certo non poteva mancare Fabrizio De Andrè, da sempre la voce degli umili. Attraverso le sue canzoni come “Smisurata preghiera e “Anime salve” il cantautore ha sempre lanciato un messaggio di speranza e di fede.

Altrettanto hanno fatto altri artisti, come ad esempio Paolo Vallesi con il brano “La forza della vita” che pur non parlando esplicitamente di Dio ha un alto contenuto spirituale.

Lucio Dalla affronta in musica il tema mistico, musicando i Salmi e cantando brani come “Vieni, Spirito di Dio” e “Se io fossi un angelo“.

Ma c’è anche chi nello sconforto cerca di trovare una giusta risposta: Raf conOggi un Dio non ho” e “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è” con cui l’artista manifesta un forte bisogno di credere in qualcosa.

Anche in contesti del genere non manca mai chi, come Piero Pelù, prende alla leggera tematiche così importanti. L’ex Litfiba non si limita a ironizzare, anche in modo molto pesante, sull’esistenza o meno del soprannaturale. Nel brano “El diablo” cita frasi del tipo: «il Paradiso e la vita siano un’assurda bugia».

In musica, come per la fede, ognuno è libero di esprimersi come meglio crede. Franco Battiato secondo me è l’artista che più di tutti ha preso in considerazione le tematiche spirituali, nonostante fosse un “uomo di poca fede”.

Il messaggio che Battiato lancia nelle sue canzoni e che mi ha colpito in assoluto è la ricerca dell’uomo verso una riflessione introspettiva e personale e la continua speranza nel cercare un contatto con Dio.

Anche io affronto queste tematiche spirituali. “Una risposta che non c’è” è una canzone che ho scritto tempo fa per ricordare un passato che ha segnato un determinato periodo non facile della mia vita.

Questo brano mi diede la possibilità di sfogare tutto quello che portavo dentro e che mi opprimeva. La musica mi ha permesso di varcare confini insoliti, portandomi in posti che non avresti mai immaginato.

L’amore per la musica mi ha fatto avvicinare a Dio e per strani e bizzarri eventi mi ha portata a conoscere Padre Michele Bianco, una persona straordinaria che ha letteralmente cambiato la mia vita e quella dei miei cari.

Lo considero a tutti gli effetti la mia guida spirituale.

Questo straordinario angelo, in nome di Dio e attraverso la sua potenza, ha fatto in modo che apprezzassi ancora di più il senso della vita ed io per questo, non finirò mai di dirgli: «Grazie di cuore!».

Lucia

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2 Commenti a “Alla ricerca di un contatto con Dio: Musica e Spiritualità”

  • Maria:

    Carissima Lucia,
    in merito alle tue considerazioni volevo aggiungere alla tua lista la canzone di Francesco Renga intitolata “Angelo”: fu scritta dopo l’attentato alle torri gemelle e venne dedicata dal cantante alla figlia avuta con Ambra Angiolini; fu criticata perchè sembrasse essere contraria alla Preghiera (“Cosa resta/ del dolore/ e di preghiere/ se Dio non vuole/parole vane al vento/ti accorgi in un momento/ siamo soli, è questa la realtà”) Puoi notare come in questi versi possa sembrare che egli non creda affatto nell’affidamento che l’uomo, attraverso la preghiera, fa in Dio, ma in realtà secondo me il suo è un grido di impotenza di fronte alla volonta’ del Nostro Signore,cio’ significa che l’uomo prega, ma non sempre viene fatto cio’ che egli chiede perchè non sempre la volonta’ di Dio corrisponde alla volonta’ dell’uomo…egli scrive queste parole con una vena di rabbia e incomprensione per gli avvenimenti che l’undici settembre sconvolsero l’intera umanita’….il senso di solitudine che egli manifesta è comprensibile…chi di noi non l’ha provato vedendo quelle immagini di morte e distruzione??? Trovo interessante l’accostamento della religlione con la musica, perchè potrebbe essere un modo nuovo pre trasmettere la propria fede o, in caso contrario per confutare la tesi dell’esistenza di Dio.
    Ti saluto,

    Maria

    Rispondi a questo commento

    Lucia Reply:

    Ciao Maria,
    ti ringrazio per avermi suggerito anche il brano di Francesco Renga.

    Ovviamente ci sarebbero anche altre canzoni che trattano queste tematiche religiose ma non basterebbe un intero articolo per citarle tutte.

    Concordo con te quando affermi che questo brano, più che una critica verso un Dio apparentemente “lontano”, sia invece un grido pieno di rabbia e di delosazione.

    Il messaggio che lancia questa canzone ci invita a riflettere sul fatto che non sempre possiamo comprendere determinati eventi, tanto meno possiamo essere artefici del nostro destino.

    A presto

    Lucia

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