Ti capita mai di ascoltare per la prima volta una canzone e di non coglierne subito il significato?

Oppure di essere attratto soltanto dalla musica, dal ritmo, trascurando invece il messaggio che vuole lanciare il testo?

Molto spesso ci lasciamo coinvolgere dalla melodia di una canzone, senza prendere in considerazione il messaggio che si nasconde dietro il testo.

Spesso si sentono in giro canzoni molto orecchiabili, coinvolgenti, i classici tormentoni estivi del momento ma che hanno un testo poco comunicabile, magari banale e senza senso (uno dei tanti motivi della loro breve durata).

Sicuramente, mi dirai che è una delle tante trovate commerciali, come per dire, “Che ci frega del testo”.

Già in passato ci sono stati artisti che hanno improvvisato canzoni dal testo senza senso, o addirittura inventando le parole, riscuotendo comunque un grande successo.

Mi viene in mente il famosissimo brano “Prisencolinensianinciusol” di Adriano Celentano.

La canzone era scritta utilizzando parole inventate e senza senso. Insomma, era un pretesto per denunciare il problema dell’ assenza di comunicazione, in modo particolare nel mondo della musica.

Fin qui tutto regolare, visto che si tratta di un personaggio di prestigio e bizzarro come Celentano. La cosa che mi preoccupa sono gli ultimi “pseudo artisti” che pensano di sapere scrivere testi, senza rendersi conto delle banalità dei loro scritti.

Con questo non voglio peccare di presunzione, dicendo che sicuramente migliore di loro nello scrivere i testi, ma, per quanto mi riguarda, cerco sempre di dare un senso a ciò che scrivo,e di comunicare e di emozionare le persone che ascoltano i miei brani.

Penso sia una cosa normale!

Dunque, oltre a far passare le persone per incompetenti e poco attente alle novità musicali del momento, soprattutto per quanto riguarda la parte testuale delle canzoni, si rischia di interrompere il filo conduttore che lega il messaggio di un testo alla musica.

Forse sarà colpa dei tempi che sono cambiati, sarà che in giro ci sono pochi cantautori validi, pochi poeti della musica.

Una cosa è certa, difficilmente nascerà un nuovo De Andrè.

Lucia

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