Quanti musicisti sono in grado di suonare ad orecchio un qualsiasi brano, anche semplice, senza leggere lo spartito? Pochissimi.
Conosco musicisti (molti dei quali diplomati al conservatorio) che senza pentagramma non riescono a mettere insieme due note.
Personalmente mi ritengo molto fortunata nell’avere un orecchio musicale molto sviluppato. Tutti gli insegnanti che me l’hanno sempre fatto notare mi hanno spiegato che, ho un orecchio assoluto, grazie al quale riesco a indovinare qualsiasi nota a qualsiasi altezza.
Con questo non voglio passare per il genio della musica, pero’ ritengo che per chi fa musica, suonare ad orecchio sia una marcia in più.
Di questa particolarità me ne accorsi inconsciamente già da bambina, ancor prima che iniziassi a prendere lezioni di musica.
Ogni volta che mi sedevo al pianoforte di mio nonno, cercavo di riprodurre sulla tastiera le note che canticchiavo continuamente, come ad esempio le sigle dei miei cartoni animati preferiti o quelle degli spot pubblicitari.
Molto spesso accendevo la radio e provavo a suonare a caso qualsiasi tipo di canzone, e così facevo con qualsiasi tipo di musica, passando da un genere all’altro con estrema facilità.
Quando iniziai a prendere le mie prime lezioni di pianoforte, la mia insegnante molto spesso mi rimproverava perché non voleva vedere nessuno suonare ad orecchio perchè lo riteneva dannoso per l’apprendimento musicale.
Insomma secondo lei, mi limitavo a suonare ad orecchio senza imparare a leggere le note sullo spartito.
A distanza di anni, attraverso un intenso e costante allenamento,mi rendo conto che il suo metodo era giusto solo in parte.
La mia fortuna è stata quella di seguire il mio istinto, continuando ad esercitare il mio orecchio e non solo per dilettarmi con le mie canzoni preferite. Infatti ho applicato lo stesso metodo anche allo studio classico già dalle mie prime lezioni di pianoforte.
Per esempio trasportavo in diverse tonalità qualsiasi opera mi capitasse di dover studiare, dalle Sonatine di Clementi ai pezzi di Bach o Mozart.
Con il passare del tempo, non ho mai perso questa buona abitudine, anzi ho sempre cercato di perfezionarla al meglio. Grazie a questa dote non ho avuto difficoltà ad avvicinarmi ad altri generi musicali diversi, come ad esempio il jazz.
In tutti questi anni, dunque, penso di aver scelto un metodo geniale che mi ha aiutata a sviluppare al meglio sia la mia sensibilità tecnica che quella esecutoria.
Purtroppo in Italia, a differenza dell’estero, manca un approccio serio a questa didattica che, a mio avviso, è fondamentale per sviluppare non solo l’orecchio, ma anche la musicalità in generale di chi fa musica.
Non posso pensare che un qualsiasi musicista, soprattutto diplomato, non sia in grado di suonare uno strumento senza l’ausilio di uno spartito musicale.
Inoltre la cosa che mi sbalordisce di più è che molti musicisti (compreso gli insegnanti) facciano gran fatica ad andare al di là dello studio classico.
Tornando al discorso della mia vecchia insegnante di pianoforte, lei molto spesso mi diceva sempre:
“Prima ti diplomi e poi pensi a suonare quello che ti pare e come ti pare”.
Niente di più sbagliato.
Secondo me certe cose vanno stimolate e allenate da subito. Col tempo si rischia solo di arrugginire certi meccanismi e di affievolire le rare capacità di questo tipo.
Il mio modesto parere è quello di cercare di imparare a produrre le melodie che si ascoltano, di esercitarsi all’infinito, cercando di trovare il tasto giusto per ogni nota cantata.
A tutto questo ritengo che una riforma didattica dovrebbe orientarsi molto più su uno studio mirato a sviluppare l’ascolto di un allievo, avvicinandosi ad altre dimensioni musicali, come ad esempio il jazz, dove l’orecchio e l’improvvisazione contano tantissimo
Bisognerebbe dare uno sguardo ai metodi di molte scuole americane, in cui tantissimi insegnanti impartiscono lezioni di ear-training.
Mi rendo conto che in Italia tutto questo non è semplice, in quanto richiederebbe uno stravolgimento dei parametri didattici dei vari insegnanti di conservatorio.
Se a tutto ciò aggiungiamo che molti insegnanti si rifiutano di creare musica nuova, sia per ragioni artistiche che professionali, la cosa sembra addirittura impossibile.
Lucia
Vuoi restare informato sui nuovi contenuti del blog?
Segui gli aggiornamenti attraverso i feed rss.
Se non sai cosa siano, leggi questa pagina.






Ciao Lucia,sono daccordissimo.
sottoscrivo in pieno quello che hai scritto e sottolineo in particolare l’importanza dell’ ear-training.
Il nostro BelPaese ha tante belle cose, ma musicalmente parlando siamo davvero arretrati.
Rispondi a questo commento
Ciao Lucia,
articolo molto interessante e stimolante, solo che mi nasce un po’ di invidia per il tuo orecchio assoluto!
).
Io ho ripreso da qualche mese a suonare il pianoforte dopo essere stato fermo per una vita. E le cose che mi piacerebbe di più arrivare a fare sono appunto improvvisare e suonare ad orecchio (c’è da dire che forse sono stato anche influenzato dalla lettura di questo articolo parecchi mesi fa, quando stavo appunto ricominciando
Solo che per me suonare ad orecchio è per ora impossibile, sto prendendo lezioni di dettato musicale e cerco di impegnarmi nei solfeggi cantati per riuscire a distinguere le note e spero con un bel po’ di pratica di riuscire a raggiungere qualche risultato.
In bocca al lupo per i tuoi progetti!!!
Rispondi a questo commento
Lucia Reply:
agosto 4th, 2010 at 14:57
Ciao Daniele,

ti ringrazio per aver apprezzato il mio articolo
L’unico consiglio che posso darti è di continuare a studiare musica cosi’ come stai facendo.
Con tanto studio e buona volontà sicuramente riuscirai a cavartela anche senza leggere lo spartito
A presto, ciao!
Rispondi a questo commento
Ciao!!
Mi ha fatto molto piacere leggere il tuo articolo.. e mi ci sono rivista per molte cose!! Da sempre riproduco canzoni che sento (cominciando anche io con le classiche canzoncine e sigle) prima al flauto dolce (elementari) e poi al pianoforte!! E lo spartito l’ho sempre trovato abbastanza inutile, la musica ce la devi avere dentro! Devi sapere cosa stai suonando!
Secondo te posso avere l’orecchio assoluto? Perché leggo spesso che devi saper sentire una nota e poi dire che nota é, ma non ho mai fatto un granché di musica, solo quella che facevo io, dunque non saprei dire che nota é, ma se sento una canzone riesco a riprodurla con fluato e pianoforte!!
Ciao!! Ale
Rispondi a questo commento
Lucia Reply:
febbraio 19th, 2011 at 12:01
Ciao Ale,
hai ragione, la musica è un qualcosa che devi sentire dentro, però per essere un musicista bravo e completo, a mio avviso, non basta solo il talento, bisogna aggiungere anche tanta costanza, tanto studio ma anche tanta esperienza.
Gli spartiti a volte possono sembrare “ingombranti” (specie per chi è alle prime armi con lo studio) proprio per il fatto che ci costringono a impegnarci di più dal punto di vista didattico, ma alla fine sicuramente servono a qualcosa
Per quanto riguarda la tua domanda sul tuo orecchio, è importante sapere che c’è una differenza tra l’orecchio assoluto e orecchio relativo, ma non voglio farti una lezione su questo e cercherò di spiegarti la differenza in poche e semplici parole.
L’orecchio assoluto individua direttamente le note a qualsiasi altezza, riuscendo a individuare anche la minima imprecisione (specie se uno strumento non è ben accordato) ma questo non vuol dire saper eseguire un intero brano sconosciuto già dal primo ascolto senza nemmeno fare un errore, come sostengono in tanti (forse questo vale per chi fa musica leggera o comunque meno impegnativa).
Secondo me l’orecchio assoluto è un dono innato che hanno in pochi ma credo anche che col tempo e con tantissimo allenamento chi ha già un buon orecchio relativo puo’ sicuramente sviluppare un orecchio assoluto.
Riguardo al tuo orecchio, visto che riesci ad eseguire con facilità le canzoni, potrebbe trattarsi di un orecchio relativo (che non ha nulla da invidiare a un orecchio assoluto)
Sicuramente non è indispensabile avere un orecchio assoluto per suonare, ma un buon allenamento e ripeto, tanto studio, facilitano il tutto.
Un saluto
Lucia
Rispondi a questo commento
Condivido pienamente… esercitare ‘l’orecchio musicale’ dovrebbe essere fondamentale per ogni musicista… conoscere la musica è estremamente utile soprattutto per studiare ed evolvere, ma la mancanza di ‘orecchio’ è disastrosa… Complimenti per il tuo ‘orecchio assoluto’…
Rispondi a questo commento
Ciao Lucia,
sono d’accordissimo con quanto scrivi, è come se ci fossero dei limiti mentali per cui certe cose si possono fare e certe no.E’ la mentalità classica degli insegnanti di pianoforte che molte volte però sbagliano.Io ho per esempio imparato che è necessario al giorno d’oggi cambiare mentalità, le persone vogliono cose diverse, pratiche e più si sviluppano facoltà musicali meglio è.Naturalmente parlo ora nell’ambito musicale.Bisogna essere disposti secondo me anche a ritornare sui propri passi e sulle proprie credenze e modificarle a seconda del mondo che inevitabilmente sta cambiando.A mio avviso gli insegnanti ma non tutti, almeno quelli di pianoforte, sono ancora troppo rigidi e fermi sulle loro posizioni, infatti poi hanno dei problemi a rapportarsi coi ragazzi
Un saluto e complimenti per il blog
Cristina
Rispondi a questo commento
Lucia Reply:
maggio 24th, 2011 at 22:04
Speriamo che le cose cambino e in fretta!
Un caro saluto
Lucia
Rispondi a questo commento
Complimenti per il tuo lavoro!
Sono capitata qui perché sto cercando di capire come poter allenare l’orecchio dei miei figli di 2 anni: mi sono accorta che sono molto bravi a distinguere tra loro i suoni inutili-a mio parere-, come quello del tagliaerba o quello della moto del vicino. Mi chiedevo se non fosse possibile indirizzare questa loro attitudine verso lo “studio” delle note (non intendo il pentagramma, ma i suoni).
Grazie se potrai darmi qualche consiglio su cosa fare o dove cercare informazioni e ancora complimenti,
Chiara
Rispondi a questo commento
Lucia Reply:
settembre 6th, 2011 at 20:58
Ciao Chiara,
a mio avviso, la musica va studiata in forma completa.
Credo che un buon insegnante di musica ti potrà aiutare e consigliare bene
Un saluto
Lucia
Rispondi a questo commento
Grazie del consiglio, dovrò tenere a bada la mia impazienza ed aspettare che siano abbastanza grandi allora!
Buon lavoro e grazie ancora,
Chiara
Rispondi a questo commento
è bello leggere una storia lontanamente simile alla propria…all’età di 4-5 anni avevo un piccolo pianoforte, e ogni qual volta sentissi una canzone che mi piaceva ruscivo a riprodurla senza difficoltà…le canzoni della radio…o le musiche delle pubblicità…mi divertivo tanto, e allo stesso tempo affascinavo chi mi osservava…avrei suonato per tutto il giorno, senza smettere mai…anche alle scuole medie, ebbi un’esperienza simile col flauto…al mio professore di musica, piacevo molto… ma sfortunatamente non ho mai intrapreso nessun tipo di studio in questo campo…oggi ho 20 anni, e credo che ormai sia tardi…
Rispondi a questo commento
Lucia Reply:
ottobre 25th, 2011 at 23:08
E chi ti dice che sia troppo tardi? Sono del parere che non esista un limite di età per imparare le cose… specie se hai appena venti anni..!
Un saluto
Lucia
Rispondi a questo commento
Complimenti e grazie per le delucidazioni,finalmente ho capito,o almeno penso,di avere un orecchio relativo anchio.
La mia storia è simile a quella di Ale,ma io ho scoperto questa cosa abbastanza tardi,tipo a 13 anni,anche se a 7 anni ho suonato l’inno di Mameli a orecchio col flauto dolce,ma per molto tempo non ho più riprodotto niente,invece quando mi è venuta la passione per Liga ho iniziato a suonare,e dalla prima all’ultima sono riuscito a suonarle con facilità,e col tempo mi sono espanso a motivetti di pubblicità o altri cantanti,e perchè no,anche a qualche pezzo di muscia classica
Rispondi a questo commento
Lucia Reply:
novembre 11th, 2011 at 11:12
Ciao Luca,
grazie a te!
Lucia
Rispondi a questo commento