Sin da bambina ho sempre avuto le idee chiare riguardo al mio futuro musicale.

Tra i miei progetti, oltre a sognare un futuro da cantante e musicista, sognavo di poter avere un giorno una scuola di canto e musica tutta mia.

Così a otto anni inizio a prendere le mie prime lezioni di pianoforte, unite a quelle di canto, presso una scuola di musica locale.

Successivamente la passione cresce e si rafforza grazie ad uno studio intenso e lungo che maturerà nel corso degli anni soprattutto grazie all’esperienza  acquisita al fianco di alcuni professionisti del settore.

Vivendo a stretto contatto con l’ambiente musicale e avendo acquisito nel tempo i requisiti giusti per poter mettere in pratica gli insegnamenti di una vita, ho pensato di aprirmi anch’io una scuola di canto e musica.

Per il momento ci sono impegni più urgenti da portare a termine, in modo particolare la laurea, ma tra qualche mese credo di poter già dare il via al mio progetto.

Per quanto riguarda l’approccio didattico, ho sempre pensato che un vero insegnante di musica debba ritenersi tale solo se agli occhi dei suoi alunni (ma non solo) dimostri di essere  prima di tutto un musicista di talento, un’icona, un esempio valido  da  prendere in considerazione.

Ma soprattutto tanta esperienza appresa negli anni grazie allo studio e conseguimento di titoli accademici.

La cosa più importante (che molti insegnanti purtroppo sottovalutano) è saper riconoscere i propri limiti.  Un musicista non esperto (per non dire mediocre) non può da un giorno all’altro improvvisarsi insegnante di musica, tantomeno spacciarsi per il Mozart della situazione.

E’ importante essere sinceri prima di tutto con sè stessi e saper ammettere i propri limiti.

Insomma, mi aspetta un compito non semplice, ma sicuramente una buona occasione per mettermi in gioco professionalmente.

Sono pronta per la sfida!

Lucia

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In questi giorni sono stata molto impegnata con lo studio a tal punto da non aver avuto un briciolo di tempo nemmeno da dedicare a me stessa.

Adesso che ho dato il mio penultimo esame, sono un pò più rilassata e mi concedo una giornata in totale relax.

Vorrei fare tante cose per distrarmi un po’. Sembrerà assurdo, ma non so da dove cominciare! Forse più tardi farò un bel dolce, chi lo sa!

Di certo so che stasera ho le prove con una nuova bluesband. Proverò alcuni pezzi, tra cui Chain of Fools di Aretha Franklin e altri brani dei Committments.

Solo al pensiero di ritornare in sala prove mi riempie di energia.

Non vedo l’ora di ricominciare…!

Lucia

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Le truffe discografiche sono sempre più numerose e i modi per ingannare i musicisti in cerca di successo sono tantissimi. E cosa si fa per combattere questa triste realtà? Un bel niente.

Molti truffatori usano Internet per scovare le loro prede. I più quotati sono i social network, come Facebook e Myspace, dove i finti discografici contattano i musicisti. Il loro modo per attirarli è molto semplice, basta promettere un contratto che prevede un disco, molti concerti e una lunga lista di successi.

Quando si è inesperti si è pronti a tutto pur di realizzare il sogno di una vita e così i primi a rimetterci sempre sono i giovani alle prime armi. In fondo quale cantante o musicista non ha mai sognato di poter incidere un disco e toccare con mano la gloria del successo?

Purtroppo le favole esistono solo nei libri e non sempre hanno un riscontro nella vita reale.

Ecco perché certe realtà vanno messe allo scoperto ed è importante denunciare chi per mestiere fa il mercante di sogni e non il discografico.

Per fortuna qualcosa inizia a muoversi e a parlare di questa brutta faccenda ci ha già pensato Striscia la Notizia.

Ecco il video dove l’inviato Luca Abete è riuscito a smascherare il “discografico-ladro”, grazie alla complicità di alcuni musicisti truffati.

Ne conosco fin troppi di musicisti che a causa della loro poca esperienza si sono fidati del primo fantomatico discografico che hanno incontrato, ritrovandosi così col portafoglio vuoto.

Purtroppo mi rendo conto che molti di loro non sono abbastanza informati su alcuni aspetti deontologici e soprattutto usano in modo sbagliato i social network.

Infatti la maggior parte di loro, invece di autopromuoversi attraverso Internet, passano gran parte del loro tempo a postare link di ogni genere, dalla politica alle varie ingiustizie sociali e morali di ogni tipo.

Non sarebbe meglio usare i social network per farsi conoscere e soprattutto per denunciare le fregature che beccano durante i loro spettacoli?

A questo punto l’unica cosa che mi viene da pensare è che se succedono queste cose, la colpa è in parte dovuta anche al loro menefreghismo e alla poca voglia di informarsi su certi argomenti.

La troppa superficialità molto spesso si paga a caro prezzo.

Lucia

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