La mia passione per il soul e per la musica americana in generale nasce in modo alquanto casuale.
Era una domenica come tante. Ero poco più che una ragazzina.
Mi trovavo a casa di mio nonno a frugare tra i suoi dischi. Ce ne erano talmente tanti, che addirittura negli anni ’60 una nota radio locale del mio paese glieli chiedeva in prestito.
Non è difficile capire da chi abbia ereditato questa passione per la musica.
Mio nonno, non solo era un grandissimo cultore del bel canto italiano e della canzone partenopea, ma apprezzava soprattutto generi internazionali che sconfinano dal jazz al soul gospel e blues.
Tra i tanti dischi che mio nonno custodiva gelosamente, vi erano quelli di Frank Sinatra, Ella Fitzsgerald, George Benson e tanti ancora.
Quelli che catturarono subito la mia attenzione furono i dischi di Aretha Franklin, la Regina del Soul.
Fu lei a colpirmi in modo particolare. Ho sempre pensato che Aretha sia una delle artiste più straordinarie, capace di far vibrare l’anima di chi l’ascolta.
Da sempre paragono la sua voce a una delle meraviglie della natura.
Dopo aver ascoltato i suoi disch, ho cominciato subito ad appassionarmi ai vari generi musicali proposti nelle sue canzoni. Non solo jazz dunque, ma anche blues e gospel, con cui agli inizi degli anni ’60 le affibbiarono il nome di Regina in assoluto del Soul di tutti i tempi.
Da quel giorno ho cominciato ad appassionarmi alle sue canzoni, al suo modo di comunicare le sue emozionanti melodie.
Tra i tanti brani che ho apprezzaro maggiormente, non mancano di certo i suoi successi più importanti come Think, A Natural Woman e Respect, che io stessa ho cantato in varie occasioni e che tuttora propongo durante i miei spettacoli live.
Grazie a queste opere riscuoto sempre il mio piccolo successo e questo non può che rendermi felice e onorata di interpretarle.
Al di là delle sue abilità ed estensione vocale – che arriva addirittura a comprendere quattro ottave – e dei numerosi premi che ha collezionato durante la sua lunghissima carriera, ciò che mi ha sempre colpito è la sua insuperabile versalità musicale e l’emozione che trasmette ogni qual volta emette ogni singola nota.
Ritengo sia un’artista inimitabile, nonstante ci siano tante cantanti eccezionali, lei è indiscutibilmente la numero uno.
Tra le sue performances straordinarie, ricordo nel ’98 il brano Nessun Dorma tratto dalla Turandot di Giacomo Puccini.
La sua unicità e il suo talento dicono tanto…
E’ proprio il caso di dirlo: “dove finiscono le parole, incominca la musica” e la musica e la voce di Aretha Franklin concludono il tutto divinamente.
Grande Aretha!
Lucia.
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