Tempo fa ho pubblicato un articolo dove affrontavo il problema della pirateria musicale.

Avevo detto che la pirateria era un fenomeno che si era venuto a creare a causa dell’elevato costo dei CD musicali.

Affrontare questa crisi significherebbe cambiare radicalmente tutto il sistema produttivo, cosa che a quanto pare sembrerebbe impossibile.

L’argomento in questione è stato trattato da David Gahan, leader dei Depeche Mode. Secondo David il vero introito di una band ormai storica come la sua, proviene solamente dai concerti.

A quanto pare la gente è più predisposta a spendere soldi per una serata live piuttosto che per un CD.

Ma David tocca però un tasto molto delicato, cioè quello del consumismo.

In una sua intervista afferma che la gente non acquista CD a causa dell’elevato costo, però non si negano un caffè da cinque sterline da Starbucks.

Quello che afferma David non è affatto sbagliato. Per esempio in Italia, nonostante la crisi, la gente non rinuncia a spese inutili.

Ad esempio, durante la settimana i ristoranti sono sempre strapieni di gente, i centri commerciali non sono mai vuoti, praticamente non si rinuncia a nulla.

Un CD, attualmente può costare dai quindici ai trenta euro. Non è una spesa esorbitante, tanto meno inutile, visto che dà la possibilità di poterlo utilizzare infinite volte.

Eppure la gente si lamenta tantissimo, favorendo la pirateria on line.

Premetto che sono contraria alla pirateria on line, forse sarebbe anche giusto abbassare i costi dei CD, ma sicuramente acquistarne uno ogni tanto, non sarebbe una spesa che andrebbe ad aggravare sul bilancio familiare.

Personalmente preferisco rinunciare ad una serata al ristorante per comprare un CD.

Il discorso, comunque, ruota sempre attorno alle abitudini personali di ognuno di noi.

E tu cosa ne pensi?

Lucia


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4 Commenti a “In netto calo l’acquisto dei CD”

  • Fausto Conti:

    Io credo che il calo delle vendita sia dovuto anche alla politica delle case discografiche che continuamente variano i prezzi dei cd stessi. appena escono hanno un prezzo e dopo qualche mese questo prezzo viene diminuito, poi abbassato e poi messo in offerta, quindi un album che all’uscita paghi 21,00 Euro dopo pochi mesi te lo puoi ritrovare a 15,90 o ancora meno. Conviene aspettare!Non esiste la coerenza del prezzo
    Personalmente ritengo che per ovviare alla pirateria un sistema potrebbe essere quello del ritorno massiccio al vinile, in quanto del CD puoi avere una copia identica masterizzandolo, ma del LP puoi avere una copia, ma non l’originale, Intendo come oggetto e poi l’LP è più grande , più bello, più “oggetto da collezione”. Questo è ciò che penso!
    Fausto

    Rispondi a questo commento

    Lucia Reply:

    Ciao Fausto,
    concordo con quello che dici, anzi trovo geniale l’idea di riproporre di nuovo il classico LP di una volta, sarebbe una cosa molto interessante! :)

    Lucia

    Rispondi a questo commento

  • William:

    Per me è una questione generazionale e chi trascina il mercato sono quelli dai 16 ai 25 anni, gli altri (me compreso) comprano sempre meno al passare del tempo ed è fisiologico…ed è sempre stato così…il punto è, secondo me, che le nuove generazioni si affacciano alla musica da subito abituati a non pagarla; giusto o sbagliato che possa sembrare è comunque un fatto, e nessuno riuscirà a far loro mai pagare un penny per qualcosa che hanno sempre avuto gratis e che potranno sempre avere gratis, visto che nessuno può riuscire a mettere paletti significativi alla rete.

    Rispondi a questo commento

    Lucia Reply:

    Molto probabilmente quello che dici è giusto.
    Le nuove generazioni sono abituate a scaricare tutto gratis…perchè allora spendere soldi?

    Posso ammettere una spesa per avere il CD del cantante o gruppo preferito, ma spendere soldi per acuistare un album dove poi si è attratti per un solo pezzo, non mi sembra il caso.

    Grazie per il commento

    Lucia

    Rispondi a questo commento

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