Articoli marcati con tag ‘ansia da palcoscenico’

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Oggi leggevo su Internet la notizia di Robbie Williams riguardo al suo nuovo disco.

Fin qui tutto normale, se non fosse per un piccolo particolare che mi ha colpita: La pop star ha deciso di promuovere solo il disco, rinunciando però al suo tour.

Ho continuato a leggere la notizia ed ho scoperto che il motivo di questa sua scelta ha a che fare con un disagio che, purtroppo non risparmia nemmeno i cantanti affermati come lui: L’ansia da palcoscenico.

A quanto pare l’ex Take That, nonostante abbia alle spalle una lunga carriera di tutto rispetto, ha ammesso di sentirsi spaventato dall’idea di dover affrontare il suo pubblico durante i concerti, e di tornare con i suoi ex compagni.

Insomma, ha ammesso di non sentirsi pronto per iniziare una nuova avventura musicale in giro per il mondo e di non tenere concerti finché non ritroverà un equilibrio interiore. Da fan posso solo augurargli di superare al più presto il disagio che sta vivendo.

Ma questo problema, come dicevo prima, colpisce un po’ tutti e non solo gli artisti di un certo livello.

Se sei un cantante o un musicista, sicuramente sarà capitato anche a te di essere colto dall’insicurezza, di provare quell’attimo di smarrimento davanti al pubblico e di avere una paura tremenda di sbagliare.

Penso sia l’incubo peggiore di tutti, oltre al timore di dimenticare improvvisamente le parole di una canzone o di prendere qualche nota stonata o un accordo fuori tonalità.

Le mani, come la voce, ti possono tradire in qualsiasi momento.

Fin quando sei a casa o in una sala prove ti senti al riparo da qualsiasi occhio indiscreto. Invece quando sei in pubblico le cose cambiano totalmente. L’ansia prende facilmente il sopravvento e non è sempre facile restarne indifferenti.

Per evitare questi ed altri spiacevoli inconvenienti, ogni artista cerca di trovare il metodo giusto, sperando di risolvere il problema.

Per quanto mi riguarda, prima di salire sul palco cerco sempre di isolarmi dagli altri per qualche minuto, in modo tale da scaricare un pò la tensione e di pensare alle parole che mi diceva sempre il mio insegnante di musica:

Nel momento in cui sei al centro della scena, diventi il punto di riferimento di un’intera platea, hai tutti gli occhi puntati su di te.

La cosa migliore da fare in quel momento è di pensare solo alla musica e cercare di tirare fuori il meglio di te.

Ma pensi che tutto ciò possa bastare per sconfiggere questa fobia, se così si può definire?

Forse un pizzico di narcisismo, unito ad una forte determinazione, può dare ulteriormente quel tanto di sicurezza in più?

Lo psicologo Anthony Kemp ad esempio, sostiene che il “musicista ideale” caratterialmente dovrebbe essere una specie di “impavido introverso” (due aspetti diversi ma allo stesso tempo molto affini tra di loro).

Secondo me per suonare in pubblico, bisogna essere già di per se abbastanza estroversi per affrontare meglio la folla e sconfiggere qualsiasi timore. Se un musicista fa fatica a starsene davanti ad un pubblico, credo che difficilmente possa esprimere liberamente le sue capacità artistiche, correndo il rischio di lasciarsi prendere dallo sconforto e di rinunciare alla sua carriera.

Altri, invece,sostengono che persino l’umore e soprattutto il nostro approccio verso determinati generi musicali possano influire molto sull’esecuzione di un artista.

Ad esempio, ti è mai capitato di imparare nel giro di poco tempo dei pezzi e di suonarli con piacere, rispetto ad altri che, nonostante li suoni per settimane, mesi e addirittura anni, fai fatica a memorizzarli perché già a priori provi un forte senso di rifiuto che ti frena inspiegabilmente?

Forse tutto questo accade perché alcuni brani, rispetto ad altri, non ti lasciano nessun tipo di emozione?

Può darsi sia cosi’.

Dunque per evitare di fare qualcosa che possa compromettere le proprie capacità artistiche, é importante sconfiggere qualsiasi timore e di non farsi mille problemi riguardo a cosa possano pensare gli altri di te mentre sei al centro del palcoscenico.

Vivi quel momento in modo da renderlo indimenticabile per te e per chi ti ascolta.

Lucia

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