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Le canzoni in dialetto saranno le protagoniste nella prossima edizione del Festiva di Sanremo.
Se la memoria non mi inganna, in passato ci sono stati artisti che si sono esibiti sul palco dell’Ariston con delle canzoni eguite in vari dialetti italiani, come ad esempio il romanesco, il napoletano e il sardo.
Ma la vera rivoluzione di questo festival non sarà soltanto la scelta delle canzoni in dialetto.
Infatti, con molta probabilità sentiremo cantare artisti stranieri in gara con quelli italiani, a patto che il testo che presenteranno sia esclusivamente cantato in italiano.
Personalmente non mi dispiacerebbe affatto vedere in gara alcuni dei miei cantanti o gruppi stranieri preferiti. Anzi, sono convinta che la loro presenza renderebbe il festival meno noioso e attirerebbe molta più attenzione, soprattutto aumenterebbe il numero degli spettatori come non accade ormai da anni.
Forse la cosa più interessante di quest’anno riguarda le Nuove Proposte. Infatti dal 3 dicembre sarà possibile ascoltare in anteprima le canzoni, abolendo una volta per tutte il problema dell’inedito.
In questo modo il pubblico potrà ascoltare le canzoni in anteprima, ma non potrà scaricarle e, attraverso un voto, potrà scegliere le 6 canzoni che gareggeranno al festival.
L’altra novità di quest’anno riguarda i big di sempre. Infatti ci saranno otto degli interpreti più noti della canzone italiana che reinterpreteranno la loro canzone preferita, scelta tra tutte quelle che sono state proposte in 59 edizioni del festival sanremese.
In tutta onestà non credo che quest’ultima notizia sia una vera e propria novità. A mettersi in mostra sono sempre i soliti che ormai a Sanremo sono di casa.
Ma così facendo, non si corre il rischio di rubare la scena ai giovani, coloro che hanno qualcosa di nuovo da proporre e non la solita minestra riscaldata?
Anche in questo caso, non mi stupisco più di tanto.
C’è solo una cosa che mi lascia un pò perplessa. Riguarda una notizia che ho appreso poco fa e che sicuramente farà discutere un bel pò.
Pare che tra i partecipanti al festival ci sarà anche Vladimir Luxuria.
A questo punto una domanda mi sorge spontanea: Ma cosa c’entra Luxuria con il Festival di Sanremo?
Premetto che non voglio alzare polemiche di nessun tipo, tanto meno a sfondo politico, però non capisco il perché della sua partecipazione al festival, visto che nella vita fa tutt’altro e non di certo la cantante.
Non ti sembra una trovata commerciale per alzare gli ascolti (come del resto tutta la manifestazione del festival)?
E’ triste dirlo, ma la musica a Sanremo non è più di casa.
Per chi non lo sapesse, anche Paris Hilton ha inciso un album e Antonella Clerici ha fatto altrettanto (non le bastava presentare il festival?).
In tutta onestà non capisco cosa potrebbe comunicare a livello musicale una come Paris Hilton, tanto meno la Clerici.
Tirando le somme mi viene da pensare questo: Che importanza diamo alla musica?
Il mestiere del cantante è alla portata di tutti?
Credo proprio di no.
Molti sono convinti di poter far musica, improvvisandosi in maniera spudorata e senza criterio. Tentano di avventurarsi in un qualcosa che richiede invece preparazione e sacrifici, ma soprattutto richiede una cosa che molti mettono sempre più in secondo piano: Il talento.
Se sei un musicista o cantante sicuramente mi darai ragione.
Non sopporto l’idea di sentire persone che parlano di musica in una maniera superficiale.
Si fa presto a sminuire il ruolo che ricopre un artista.
Lucia
Di notizie relative alla musica se ne sentono fin troppe in giro, mi riferisco alla sempre più irrecuperabile crisi del mercato discografico, (per non parlare della trovata geniale del Papa nel voler promuovere un disco), ma quella che sto per comunicarti è alquanto curiosa.
Poco fa leggevo che Marco Lupi, Presidente del Consiglio di Sanremo, ha avuto un’ idea davvero stravagante, affiancare alle classiche categorie dei “big” e delle “nuove proposte” uno spazio riservato esclusivamente ai dialetti italiani.
Infatti, secondo il progetto presentato dal consigliere, tra le serate del Festival ce ne sarà una molto speciale in cui ogni partecipante proporrà un brano inedito cantato nel proprio dialetto.
Fin qui nulla di nuovo, visto che già in passato ho visto svariati cantanti esibirsi sul palco dell’Ariston con canzoni in italiano arricchiti di sfumature dialettali.
Non sto parlando di artisti di “seconda categoria”, come qualcuno ha menzionato tempo fa (sperando di suscitare ironia?) ma di veri esponenti della canzone italiana come Nino D’Angelo, Gigi Finizio, Sal Da Vinci e Gigi D’Alessio, (tanto per citarne qualcuno) .
Sono artisti che sia in Italia che all’estero riscuotono un notevole successo. Se poi a qualcuno non piace la loro musica è un altro discorso.
Ma il risultato, si sa, non ha avuto un buon riscontro collettivo da parte del pubblico.
Infatti negli anni passati chi cantava un brano in dialetto non era ben visto, specialmente in una kermesse musicale importante come il Festival di Sanremo.
Ma a pensarci bene, non è da sempre il festival della canzone italiana?
Allora che male c’è se si canta in dialetto italiano? So già che questa trovata susciterà sia consensi che disapprovazioni.
Ora che la proposta è stata lanciata, sicuramente ci sarà un modo nuovo per valorizzare le radici più profonde del nostro Paese.
Finalmente il muro che c’era tra i cantanti “nazionali” e quelli etichettati “regionali”, è crollato!
Ma sarà veramente così?
Lucia








